Annunciato il nuovo film di Winspeare su “La Repubblica”

Il regista anticipa “La vita in comune”.

Le riprese iniziano in primavera fra Tiggiano e dintorni.
di ANTONELLA GAETA

(La Repubblica: 11 febbraio 2016)
“LA VITA in COMUNE”, titolo del suo nuovo film, per Edoardo Winspeare è uno stile di vita. Prima messo in pratica nel suo precedente Comune di residenza, Depressa, e ora in quello d’adozione, a neanche dieci chilometri di distanza, Corsano, nel suo Salento profondo. “Ma è un titolo che gioca con la doppia accezione, intorno al Municipio c’è la storia di tutta una comunità”.

E, anche qui, tutto torna. Il set del suo nuovo film, in realtà, lo aspetta in primavera, tra aprile e maggio tra Tiggiano, Tricase, Gagliano e Corsano. È la storia, scritta con Alessandro Valenti, di Filippo Pisanelli, sindaco di Disperata, e della sua improbabile amicizia con due malavitosi locali: Pati Bomba ormai redento dopo il carcere e la scoperta della poesia e Angiolino Bomba, più cocciuto ma anche lui sulla via del recupero.

 

Disperata sta, naturalmente, per Depressa.
“Sì, solo che qui a essere depresso è principalmente il sindaco. Il paesino, infatti, pur essendo quasi a ridosso del Capo di Leuca, non è diventato alla moda, non ci sono americani, né inglesi, non è fashion. È mezzo disastrato, i giovani se ne vanno e il manifatturiero è in crisi. Ma grazie all’amicizia inconsueta tra Filippo e due banditi da strapazzo, Disperata potrà ricominciare a rinascere”.

Possiamo definirlo un secondo capitolo della vita semplice, dopo il fortunatissimo “In grazia di Dio”?
“Esatto, anche in questo caso si dimostra che bisogna vivere insieme per risolvere i problemi, è l’Italia raccontata da quaggiù, il macro visto dal micro, un piccolo centro con un modus vivendi quasi messicano e l’atmosfera è dolce, direi magica anche se il racconto è realistico, da commedia di situazioni”.

A un certo punto sbuca anche papa Francesco.
“È il deus ex machina, chiama le persone al telefono. Se ci riflettiamo su in Italia molte situazioni si risolvono grazie al suo intervento. La sua presenza è sissacrante, affettuosamente dissacrante”.

“La vita in comune” è interpretato dagli stessi attori del suo film precedente. Anche questo sarà prodotto in materia alternativa?
“Sì, sempre con la Saietta Film, con me, Gustavo Caputo e Alessandro Contessa. Potremo contare sul sostegno di Rai Cinema, della Banca Popolare, di un finanziatore che per il momento preferisce restare anonimo. Poi, completeremo il budget con il crowfunding”.

Che esperienza si è rivelata, “In grazia di Dio”?
“Straordinaria. Il film è stato venduto in dodici paesi, ha vinto un Globo d’oro, è stato nella short list dei film italiani agli Oscar. E, adesso, lo ha acquistato la compagnia Emirates e lo si vedrà a bordo dei loro aerei”.

E dopo, quali sono i programmi?
“La vita in Comune è un film piccolo, di passaggio. La produzione più impegnativa mi aspetta nel 2017 e sarà girata in Trentino Alto Adige. È tratta dal romanzo di Francesca Melandri, Eva dorme e racconterà dei conflitti tra sud tirolesi e italiani negli anni Sessanta. Dal dialetto salentino passerò direttamente al tedesco”.